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APPROFONDIMENTI

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► Il ruolo degli enti di ricerca e dell’università nella quarta rivoluzione industriale

Intervista al dottor Bruno Checcucci, Referente al trasferimento tecnologico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)


Quarta rivoluzione industriale anche detta Industria 4.0”argomento oggi di grande rilevanza ed attualità. 

Industria 4.0 (così come previsto dal Piano nazionale industria 4.0, fonte MISE) vede una forte richiesta di collegamento tra il mondo imprenditoriale e quello dei produttori della “conoscenza” quindi enti di ricerca ed università.

Lo Sportello APRE Umbria vede tra i suoi soci importanti stakeholder che stanno giocando in industria 4.0 già un ruolo di rilievo sia a livello nazionale che europeo.

Tra di essi un ruolo di estrema rilevanza è svolto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) presente in Umbria con la sezione di Perugia  

L’INFN infatti, anche con i suoi virtuosi rapporti con il Centro Europeo per la Ricerca della Fisica Nucleare  (CERN) di Ginevra è un ente pubblico di ricerca fortemente attivo in materia come testimonia la presenza dello stesso anche  nel cluster nazionale della “fabbrica intelligente”.


Abbiamo chiesto quindi al dott. Bruno Checcucci, Referente al trasferimento tecnologico INFN e uno tra i maggiori esperti nazionale dell’ente in materia di spiegarci quale sia l’impatto di industria 4.0 per le imprese del nostro territorio e come gli enti di ricerca e più estensivamente il mondo della conoscenza possa essere di aiuto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal piano nazionale.


R: L’impatto di Industria 4.0 per le aziende del nostro territorio è fortemente critico. Non dimeno il piano nazionale industria 4.0 è un importante opportunità che il sistema produttivo territoriale non può e non deve mancare. Occorre anche dire però che Industria 4.0 non è per tutti.

Se compresa correttamente l’azienda potrebbe anche realizzare che le mutazioni richieste sono superiori o semplicemente diverse dalle  proprie strategie di profitto.

Vede, in sintesi, il nuovo paradigna di industria 4.0. immagina un ambiente di produzione molto più flessibile di quello attuale, con minore controllo centrale e più intelligenza integrata localmente nelle apparecchiature. Ottimizzare l’efficienza della lavorazione è la parola d’ordine con l'obiettivo di aumentare la competitività delle industrie specialmente attraverso la crescente integrazione di “sistemi cyber-fisici” (cyber-physical systems o CPS). Occorre un grande sforzo da parte degli imprenditori anche per immaginare come far entrate concetti come “Internet of things”  (IOT) nel proprio business. Occorre diffondere l’uso della sensoristica e l’uso sempre più efficiente (smart) della catena di produzione partendo dalla progettazione e finendo non più al collaudo del prodotto ma all’uso stesso del prodotto nel mercato.

Per raggiungere questo obiettivo, saranno necessari nuovi strumenti intelligenti e nuovo software per la strutturazione dei flussi di dati. Le macchine così come i materiali e le merci  saranno dotate di processori miniaturizzati, unità di memoria, sensori e trasmettitori. Il tutto per aumentare l’affidabilità del processo produttivo in modo che l’affidabilità del prodotto diventi un fattore di successo per la competitività delle aziende.

Certo la recente costituzione dell’Umbria Digital Innovation Hub ad opera di Confindustria Umbria è un fatto importante, ma questo è solo l’inizio. Occorre ricordare, specialmente agli imprenditori, che è fondamentale investire in conoscenza.

Ai nostri imprenditori, purtroppo, a volte, manca la volontà di investire in conoscenza che viene considerata come un costo, non come un investimento. 

Internet ha drasticamente aumentato la diffusione e la riutilizzazione della «conoscenza». Oggi tutti concordano che siamo nell’economia della conoscenza. Il concetto di conoscenza entra prepotentemente nello scenario e riveste un ruolo di primissimo piano in Industria 4.0. La circolazione della conoscenza è quindi uno degli elementi chiave per la realizzazione e per il successo di Industria 4.0.


D: Cosa intende per concetto della conoscenza collegato ad industria 4.0?


R: L’importanza della «conoscenza». Se realizzo un prodotto il cui valore aggiunto è basato sulla conoscenza, posso competere dappertutto e la competizione è uno degli elementi portanti in industria 4.0.

In particolare si parla di «circolazione della conoscenza» evocando un percorso virtuoso volto a coinvolgere il mondo del «sapere» con quello imprenditoriale.

La circolazione della conoscenza, il «sapere» può quindi diventare un importante elemento, anzi un fondamentale elemento  rivolto alle aziende aiutandole a percorre questo cambiamento.

L’assunto di partenza è che le università ed in particolare i centri di ricerca hanno un’importante base di conoscenza a cui le imprese dovrebbero attingere per fare innovazione e per cimentarsi nelle tecnologie abilitanti indicate nel piano nazionale.

Una valida applicazione di I 4.0 non dovrebbe limitarsi ad un’applicazione delle tecnolgie abilitanti. Le aziende  dovrebbero saperle metterle in relazione.

Ecco quindi che “il mondo del sapere” potrà aiutare l’azienda nel mettere in relazione un’idea o un prodotto (nato nell’azienda) con elementi di crescita di produzione attraverso l’interconnessione con multipli settori abilitanti.

Esempio: in una soluzione di Smart Cities un parcheggio viene messo a disposizione di utilizzatori attraverso un combinato di applicazioni informatiche che interconnettono differenti tecnologie abilitanti.


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Il “trasferimento tecnologico” dai centri di ricerca/univeristà alle imprese è quindi un passaggio fondamentale per la realizzazione di questo obiettivo e per la crescita di competitività, in particolare per tutte le PMI che non dispongono di proprie strutture adibite alla ricerca, realtà questa particolarmente vera nel territorio regionale umbro.

Certo, il problema è che l’interazione tra imprese e università e centri di ricerca è difficile e stagnante.

Il superamento di fattori legati alla difficoltà di interazione fra enti di ricerca/università ed impresa quali distanza cognitiva fra i ricercatori e gli imprenditori e le difficoltà oggettive nella comprensione delle reciproche aspettative relative ai risultati dell’attività di ricerca e nella stessa tempistica dovranno per forza essere superate, perché solo insieme si potranno affrontare e vincere le sfide sempre più pressanti imposte dalle nuove economie di mercato e quindi dalla quarta rivoluzione industriale.

Figure professionali nuove come quella del “trasferitore”  che io svolgo da anni saranno fondamentali per accorciare questa grave e annosa distanza tra il mondo della conoscenza e quello della produzione. E’ un percorso non facile, ma almeno ora sappiamo dove andare e cosa fare.

 

D: Come concretamente l’INFN può aiutare il nostro sistema imprenditoria ad affrontare le sfide proposte da Industria 4.0?


R: L’INFN anche in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia con le sue ricerche, condotte preminentemente presso il CERN di Ginevra, sviluppa tecnologia alla frontiera della conoscenza. È pertanto ovvio che le aziende potrebbero fortemente beneficiare da una concreta collaborazione con i predetti soggetti. L’INFN, attraverso la mia persona, è quindi a disposizione di tutte le aziende del territorio, non solo con le sue competenze presenti presso la sezione di Perugia ma anche con le numerose competenze presenti presso il locale Dipartimento di Fisica e Geologia  con cui vanta un costante rapporto di collaborazione.

Non in ultimo occorre dire che l’INFN è inoltre costituito da una rete di laboratori nazionali di primo piano tra cui, a parte quelli di: Frascati, Catania, Legnaro e  del Gran Sasso, recentemente si è aggiunto il laboratorio TTLab con specifiche peculiarità rivolte alle tematiche di industria 4.0. L’INFN TTLab (Laboratorio per il Trasferimento Tecnologico dell’INFN in Emilia Romagna) è infatti il laboratorio di ricerca industriale regionale dell’INFN che si prefigge l’obiettivo di tradurre in applicazioni di possibile interesse per l’innovazione del tessuto industriale regionale e nazionale i risultati di ricerca ed il know-how dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.